LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE COME MODELLO EDUCATIVO:
Proposta per un asilo nido ecocompatibile


Luca Pellegrinelli Architetto
Franco Pizziga Architetto
LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE COME MODELLO EDUCATIVO
Pag.2/3
LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE COME MODELLO EDUCATIVO:
PROPOSTA PER UN ASILO NIDO ECOCOMPATIBILE

TEMATICHE DA SVILUPPARE PER IL PROGETTO DI UN ASILO NIDO ECOCOMPATIBILE

- individuazione di un sistema involucro esterno/struttura/involucro interno che minimizzi l’impiego di risorse e garantisca il risparmio energetico ed il comfort abitativo.

- individuazione di materiali di finitura interna completamente atossici, ergonomici, antiurto e biologicamente compatibili.

- verifica di un sistema di illuminazione naturale che garantisca il corretto apporto di luce negli spazi interni

- utilizzo di fonti rinnovabili e riciclabili.



“Ci siamo troppo allontanati dalla realtà della costruzione dell’architettura.
Si parla molto, ma si sperimenta concretamente molto poco.
Abbiamo perso il gusto di progettare gli strumenti per fare architettura
e di inventare o riscoprire i metodi per costruirla.”

Renzo Piano

INTRODUZIONE
Tecniche costruttive innovative per una architettura sostenibile


Da alcuni anni abbiamo intrapreso un’attività di ricerca e sperimentazione con l’intenzione di promuovere un’architettura che non sia una parata di stili, ma un prodotto delle innovazioni tecnologiche (materiali, metodi costruttivi, attrezzature) e dell’organizzazione sociale.
La risposta alle nuove richieste del costruire (riduzione dei costi e dei tempi di costruzione, flessibilità spaziale, differenziazione e miglioramento prestazionale, sostenibilità ambientale) riteniamo possa scaturire soprattutto da un rapporto dialettico con il mondo dell’industria: l’edificio deve essere concepito secondo una logica di componenti industrializzati (facilmente reperibili sul mercato), una somma di “strati” (indipendenti e ciascuno con una sua specificità in modo da offrire una risposta diretta ai diversi tipi di sollecitazione), compatibili fra loro e collaboranti ad una prestazione complessiva che deve essere prevista e controllata durante l’intero processo costruttivo.Tutte le operazioni ad umido, tipiche del costruire tradizionale, vengono eliminate, trasformando il cantiere in un luogo di montaggio e non di creazione del manufatto (industrializzazione del cantiere da non confondere con la prefabbricazione).
Questa peculiarità permette di realizzare un edificio con tempistiche ridotte di un 30-40% rispetto alla costruzione di un edificio tradizionale.
L’industrializzazione dei componenti e la loro connessione meccanica a secco (generalmente avvitatura semplice) permettono di definire logistiche just in time e una gestione sequenziale sia degli appalti che delle fasi operative, in modo che la “filiera” non sia mai interrotta e che la velocità e la produttività del cantiere divengano parametri incidenti per l’economia globale del processo costruttivo.
Per evitare dannose coazioni, ponti termici ed acustici il sistema costruttivo che prevede l’impiego di SLSS si articola generalmente in tre entità distinte, ognuna caratterizzata da precise funzioni e prestazioni:

- involucro esterno;
- struttura;
- involucro interno.

La struttura è normalmente realizzata a telai (in acciaio, alluminio, legno), opportunamente impiegati per ottimizzare l’uso dei materiali. Gli involucri sono costituiti da materiali e componenti scelti in maniera appropriata in funzione alle prestazioni definite dal progettista. Nelle intercapedini, che si creano tra queste tre macroentità, scorrono le reti impiantistiche che possono essere facilmente ispezionate per la manutenzione o eventualmente integrate (funzionalità dinamica).
L'applicazione di SLSS consente inoltre di garantire la massima manutenibilità, la curabilità dei materiali e dei componenti, la smontabilità e sostituibilità degli elementi, la compatibilità dei materiali, la minimizzazione delle dispersioni energetiche (attraverso la calibrazione puntuale dei pacchetti prestazionali compositi che ne costituiscono l’involucro esterno), l’agevole controllabilità delle prestazioni nel tempo, nonché la possibilità di riciclare alcuni componenti inserendoli in un nuovo ciclo produttivo con il minimo costo.