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Attività ludico-didattiche negli spazi aperti
di Canton Mombello
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OBIETTIVI SPECIFICI E PRIME INDICAZIONI PROGETTUALI
Gli
obiettivi progettuali sopra ricordati dovranno essere declinati
in base a specifiche caratteristiche definite dal programma
di progetto:
1. Realizzazione di spazi idonei (chiusi ed aperti)
da dedicare alle attività didattiche e/o di lettura
individuale e collettiva (zona del silenzio), nuova accademia
di disegno e pittura, in sinergia con le attrezzature già
esistenti nel sito (Biblioteca specializzata per bambini
in Largo Torrelunga);
2. Realizzazione di spazi, sia chiusi che aperti,
da destinare ad attività ludiche, utilizzando e valorizzando
a tal fine le presenze artificiali e naturali presenti nel
sito (in primo luogo l'acqua);
3. Realizzazione di una sistemazione di suolo finalizzato
alla ricerca di facili connessioni e continuità con
gli spazi circostanti (soprattutto il Bastione) utilizzando
a tal fine materiali e configurazioni il più possibile
"semplici" e "naturali", rispettosi
delle presenze monumentali;
4. Valorizzazione delle Mura Venete mediante la ridefinizione
di parte delle strutture che vi sono attualmente addossate.
Per quanto riguarda il bastione di San Marco, l'acquisizione
di spazi resi disponibili dallo spostamento delle funzioni
che attualmente lo occupano, per le quali è possibile
trovare altrove adeguata ed opportuna collocazione, consentono
una ridefinizione dell'unità degli spazi pubblici;
ciò renderà possibile una lettura completa
del manufatto, del suo rapporto con la "costruzione"
del suolo e la restituzione di dignità ad una struttura
la cui unicità in ambito urbano costituisce indubbiamente
un fattore di interesse.
E' opportuno rimarcare che lo spalto e l'ex Istituto Ittiogenico
devono configurarsi come polo all'interno del sistema della
cintura del ring, in quanto le loro caratteristiche fisiche
e di accessibilità risultano oltremodo favorevoli
alla fruizione: gli spazi aperti hanno andamento piano,
sono complanari rispetto al tessuto urbano che li circonda,
risultano protetti e si prestano ad essere teatro di pratiche
collettive: il progetto dovrà pertanto affrontare
il tema delle relazioni con le altre componenti del sistema,
investendo in particolare alcune aree che in tal senso assumono
un rilievo strategico:
1. Piazzale Arnaldo
Piazzale Arnaldo si configura come cerniera tra l'area di
Spalti San Marco/Istituto Ittiogenico e la aree verdi a
nord: si tratta di uno spazio dalle ampie potenzialità,
legato alla presenza dell'ex mercato dei grani e dei caselli
daziari neoclassici. Una centralità laica che negli
ultimi anni ha acquisito una crescente frequentazione, proponendosi
fra i principali luoghi del loisir della città.
Attualmente la piazza si presenta come una grande rotatoria
di giorno e come un grande parcheggio di notte, sviluppato
attorno ad una "fioriera" allungata. La sua fruizione
è legata prevalentemente all'auto ed il pedone trova
spazi esigui solo a margine, lungo un marciapiede anulare
che accoglie persone e cose, che non consente relazioni
diagonali e che si propone come luogo principe per lo svolgimento
delle pratiche sociali.
L'attuazione dei temi legati alla mobilità nel centro
storico, e il diverso assetto dell'incrocio con via Turati
possono far pensare ad una sensibile riduzione della presenza
delle auto nella piazza.
La ridefinizione della viabilità può far acquisire
al pedone molti spazi ora negati, prima fra tutti l'aiuola
spartitraffico, oggi necessaria solo a separare le carreggiate.
Obiettivo del progetto è la definizione della piazza
come luogo urbano, mediante l'uso di materiali legati ad
una frequentazione di tipo pedonale.
Lo spazio del pedone dovrebbe divenire l'elemento dominante
della piazza, legato all'ex mercato dei grani, alle attività
commerciali e di relazione sociale, con una netta separazione
dal nodo viario di via Turati, tramite l'interposizione
di una cortina di alberi, come elemento di continuità
tra verde a nord e Spalti San Marco.
Tale separazione garantisce comunque una accessibilità
regolamentata delle auto nella piazza, suscettibile di possibili
variazioni future tramite posizionamento di elementi di
dissuasione, anche mobili, del traffico.
2. Giardini di via Turati
Il verde di via Turati costituisce attualmente un frammento
nettamente concluso a nord dal bastione della Pusterla e
a sud dal parcheggio della fossa; il margine occidentale
della fascia verde si presenta come un sistema articolato:
composto da un piano che raccorda le diverse inclinazioni
dei giardini e di via Avogadro, da parcheggi lungo strada
e della sede stradale di via Avogadro; si spinge fino ai
fronti edificati ed ai muri che definiscono gli isolati
del centro storico.
Si presenta quindi come un naturale elemento di collegamento
con il centro storico e, soprattutto crea, la possibilità
di stabilire verso nord una continuità con gli spazi
verdi del castello.
Il margine orientale è costituito da via Turati,
sulla quale un flusso costante di traffico veicolare scorre
allo stesso livello dei giardini pubblici.
Allo stato attuale essi non rappresentano un elemento di
attrattiva per la fruizione; in rapporto alle proprie potenzialità
poco frequentati, eccezion fatta per la parte più
meridionale, che essendo lievemente ribassata rispetto a
via Turati risulta meno penalizzata dal disturbo arrecato
dal traffico veicolare; la loro riprogettazione dovrebbe
ridurre l'interferenza tra i nocivi effetti del traffico
veicolare e gli spazi verdi.
L'indirizzo progettuale dovrà tendere alla ricerca
di continuità formale e di fruizione con gli spazi
verdi di spalto San Marco mediante il ripensamento delle
superfici attualmente adibite a parcheggio, prevedendo un
loro diverso trattamento di suolo e risolvendo il marcato
dislivello che attualmente impedisce qualunque loro rapporto
con il contesto.
Inoltre va perseguita la ricerca di fluida continuità
fra la fascia a ridosso di via Turati e la fascia di via
Avogadro, definendo con maggior chiarezza il dislivello
fra le due, considerandolo come elemento di relazione, che
garantisce la continuità della parte con il centro
storico (via Musei, piazza Tebaldo Brusato) e con il castello.
Il rapporto fra questi spazi e via Turati deve essere pensato
principalmente nel suo elemento di contatto: un materiale
semplice come il marciapiede, deve qui trovare un maggior
grado di complessità, capace di schermare la strada
isolandola dal rumore, deve saper accogliere i servizi quali
sottopassi e fermate degli autobus, e contemporaneamente
deve essere luogo sicuro per il pedone ed il ciclista, garantendo
i collegamenti accennati precedentemente.
3. Caserma Goito, via Spalti S.Marco
In prossimità dell'ex Istituto Ittiogenico sorge
il complesso della caserma Goito, in continuità con
altri istituti religiosi assieme ai quali da' luogo ad un
insieme di vaste proporzioni. Alcuni edifici sono di rilevante
pregio architettonico ed in buona parte soggetti a vincolo,
altri sono suscettibili di demolizione. La gerarchia dei
luoghi è costituita da spazi edificati e spazi aperti:
sono rilevanti i chiostri posti sul margine del centro antico,
nelle parti più trasformate si ritrovano spazi di
maggior dimensione e minor pregio. Per tale complesso è
possibile prevedere una dismissione con cessione di vaste
superfici da destinare a verde pubblico e ad attrezzature
di carattere collettivo; ciò rappresenterà
un'ulteriore occasione di riqualificazione del margine orientale
del centro storico: la possibilità di definire una
continuità tra i futuri spazi pubblici della caserma
e gli spazi aperti dello spalto porta alla necessità
di conferire un diverso carattere a via Spalto San Marco,
che da arteria di scorrimento del traffico veicolare dovrebbe
essere riconfigurata come "strada parco".
In particolare nel complesso della caserma potrebbero trovare
collocazione, nella parte a sud un istituto universitario
(Facoltà di Architettura), e in quella a nord, caratterizzata
dalla presenza di un ampio spazio libero, dei laboratori
di durabilità dei materiali e di storia e arte, una
piscina, una palestra, l'accademia di musica, mentre si
manterrà il teatro annesso all'oratorio di S.Afra.
4.
Giardini di Spalto S.Marco
Recentemente sistemati, saranno collegati attraverso un
percorso pedonale protetto al sistema del verde e degli
spazi urbani, ricreando una continuità che consenta
di leggere l'antico sistema degli spalti demoliti alla fine
dell'ottocento. Il percorso protetto sarà realizzato
mediante il restringimento della carreggiata e la realizzazione
di un doppio filare di alberi ad alto fusto a delimitazione
dei percorsi pedonali.