Corso di perfezionamento
"Città sostenibile delle bambine e dei bambini"


arch. Gianluigi Barucco - arch. Alessandro D'Aloisio - ing. Irene Bonera arch. Mariarosa Maifrini - arch. Gianpiero Ribolla
Attività ludico-didattiche negli spazi aperti di Canton Mombello
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Attività ludico-didattiche negli spazi aperti di Canton Mombello


OBIETTIVI SPECIFICI E PRIME INDICAZIONI PROGETTUALI

Gli obiettivi progettuali sopra ricordati dovranno essere declinati in base a specifiche caratteristiche definite dal programma di progetto:
1. Realizzazione di spazi idonei (chiusi ed aperti) da dedicare alle attività didattiche e/o di lettura individuale e collettiva (zona del silenzio), nuova accademia di disegno e pittura, in sinergia con le attrezzature già esistenti nel sito (Biblioteca specializzata per bambini in Largo Torrelunga);
2. Realizzazione di spazi, sia chiusi che aperti, da destinare ad attività ludiche, utilizzando e valorizzando a tal fine le presenze artificiali e naturali presenti nel sito (in primo luogo l'acqua);
3. Realizzazione di una sistemazione di suolo finalizzato alla ricerca di facili connessioni e continuità con gli spazi circostanti (soprattutto il Bastione) utilizzando a tal fine materiali e configurazioni il più possibile "semplici" e "naturali", rispettosi delle presenze monumentali;
4. Valorizzazione delle Mura Venete mediante la ridefinizione di parte delle strutture che vi sono attualmente addossate.

Per quanto riguarda il bastione di San Marco, l'acquisizione di spazi resi disponibili dallo spostamento delle funzioni che attualmente lo occupano, per le quali è possibile trovare altrove adeguata ed opportuna collocazione, consentono una ridefinizione dell'unità degli spazi pubblici; ciò renderà possibile una lettura completa del manufatto, del suo rapporto con la "costruzione" del suolo e la restituzione di dignità ad una struttura la cui unicità in ambito urbano costituisce indubbiamente un fattore di interesse.
E' opportuno rimarcare che lo spalto e l'ex Istituto Ittiogenico devono configurarsi come polo all'interno del sistema della cintura del ring, in quanto le loro caratteristiche fisiche e di accessibilità risultano oltremodo favorevoli alla fruizione: gli spazi aperti hanno andamento piano, sono complanari rispetto al tessuto urbano che li circonda, risultano protetti e si prestano ad essere teatro di pratiche collettive: il progetto dovrà pertanto affrontare il tema delle relazioni con le altre componenti del sistema, investendo in particolare alcune aree che in tal senso assumono un rilievo strategico:

1. Piazzale Arnaldo
Piazzale Arnaldo si configura come cerniera tra l'area di Spalti San Marco/Istituto Ittiogenico e la aree verdi a nord: si tratta di uno spazio dalle ampie potenzialità, legato alla presenza dell'ex mercato dei grani e dei caselli daziari neoclassici. Una centralità laica che negli ultimi anni ha acquisito una crescente frequentazione, proponendosi fra i principali luoghi del loisir della città.
Attualmente la piazza si presenta come una grande rotatoria di giorno e come un grande parcheggio di notte, sviluppato attorno ad una "fioriera" allungata. La sua fruizione è legata prevalentemente all'auto ed il pedone trova spazi esigui solo a margine, lungo un marciapiede anulare che accoglie persone e cose, che non consente relazioni diagonali e che si propone come luogo principe per lo svolgimento delle pratiche sociali.
L'attuazione dei temi legati alla mobilità nel centro storico, e il diverso assetto dell'incrocio con via Turati possono far pensare ad una sensibile riduzione della presenza delle auto nella piazza.
La ridefinizione della viabilità può far acquisire al pedone molti spazi ora negati, prima fra tutti l'aiuola spartitraffico, oggi necessaria solo a separare le carreggiate.
Obiettivo del progetto è la definizione della piazza come luogo urbano, mediante l'uso di materiali legati ad una frequentazione di tipo pedonale.
Lo spazio del pedone dovrebbe divenire l'elemento dominante della piazza, legato all'ex mercato dei grani, alle attività commerciali e di relazione sociale, con una netta separazione dal nodo viario di via Turati, tramite l'interposizione di una cortina di alberi, come elemento di continuità tra verde a nord e Spalti San Marco.
Tale separazione garantisce comunque una accessibilità regolamentata delle auto nella piazza, suscettibile di possibili variazioni future tramite posizionamento di elementi di dissuasione, anche mobili, del traffico.

2. Giardini di via Turati
Il verde di via Turati costituisce attualmente un frammento nettamente concluso a nord dal bastione della Pusterla e a sud dal parcheggio della fossa; il margine occidentale della fascia verde si presenta come un sistema articolato: composto da un piano che raccorda le diverse inclinazioni dei giardini e di via Avogadro, da parcheggi lungo strada e della sede stradale di via Avogadro; si spinge fino ai fronti edificati ed ai muri che definiscono gli isolati del centro storico.
Si presenta quindi come un naturale elemento di collegamento con il centro storico e, soprattutto crea, la possibilità di stabilire verso nord una continuità con gli spazi verdi del castello.
Il margine orientale è costituito da via Turati, sulla quale un flusso costante di traffico veicolare scorre allo stesso livello dei giardini pubblici.
Allo stato attuale essi non rappresentano un elemento di attrattiva per la fruizione; in rapporto alle proprie potenzialità poco frequentati, eccezion fatta per la parte più meridionale, che essendo lievemente ribassata rispetto a via Turati risulta meno penalizzata dal disturbo arrecato dal traffico veicolare; la loro riprogettazione dovrebbe ridurre l'interferenza tra i nocivi effetti del traffico veicolare e gli spazi verdi.
L'indirizzo progettuale dovrà tendere alla ricerca di continuità formale e di fruizione con gli spazi verdi di spalto San Marco mediante il ripensamento delle superfici attualmente adibite a parcheggio, prevedendo un loro diverso trattamento di suolo e risolvendo il marcato dislivello che attualmente impedisce qualunque loro rapporto con il contesto.
Inoltre va perseguita la ricerca di fluida continuità fra la fascia a ridosso di via Turati e la fascia di via Avogadro, definendo con maggior chiarezza il dislivello fra le due, considerandolo come elemento di relazione, che garantisce la continuità della parte con il centro storico (via Musei, piazza Tebaldo Brusato) e con il castello.
Il rapporto fra questi spazi e via Turati deve essere pensato principalmente nel suo elemento di contatto: un materiale semplice come il marciapiede, deve qui trovare un maggior grado di complessità, capace di schermare la strada isolandola dal rumore, deve saper accogliere i servizi quali sottopassi e fermate degli autobus, e contemporaneamente deve essere luogo sicuro per il pedone ed il ciclista, garantendo i collegamenti accennati precedentemente.

3. Caserma Goito, via Spalti S.Marco
In prossimità dell'ex Istituto Ittiogenico sorge il complesso della caserma Goito, in continuità con altri istituti religiosi assieme ai quali da' luogo ad un insieme di vaste proporzioni. Alcuni edifici sono di rilevante pregio architettonico ed in buona parte soggetti a vincolo, altri sono suscettibili di demolizione. La gerarchia dei luoghi è costituita da spazi edificati e spazi aperti: sono rilevanti i chiostri posti sul margine del centro antico, nelle parti più trasformate si ritrovano spazi di maggior dimensione e minor pregio. Per tale complesso è possibile prevedere una dismissione con cessione di vaste superfici da destinare a verde pubblico e ad attrezzature di carattere collettivo; ciò rappresenterà un'ulteriore occasione di riqualificazione del margine orientale del centro storico: la possibilità di definire una continuità tra i futuri spazi pubblici della caserma e gli spazi aperti dello spalto porta alla necessità di conferire un diverso carattere a via Spalto San Marco, che da arteria di scorrimento del traffico veicolare dovrebbe essere riconfigurata come "strada parco".
In particolare nel complesso della caserma potrebbero trovare collocazione, nella parte a sud un istituto universitario (Facoltà di Architettura), e in quella a nord, caratterizzata dalla presenza di un ampio spazio libero, dei laboratori di durabilità dei materiali e di storia e arte, una piscina, una palestra, l'accademia di musica, mentre si manterrà il teatro annesso all'oratorio di S.Afra.

4. Giardini di Spalto S.Marco
Recentemente sistemati, saranno collegati attraverso un percorso pedonale protetto al sistema del verde e degli spazi urbani, ricreando una continuità che consenta di leggere l'antico sistema degli spalti demoliti alla fine dell'ottocento. Il percorso protetto sarà realizzato mediante il restringimento della carreggiata e la realizzazione di un doppio filare di alberi ad alto fusto a delimitazione dei percorsi pedonali.

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