Corso di perfezionamento
"Città sostenibile delle bambine e dei bambini"


arch. Gianluigi Barucco - arch. Alessandro D'Aloisio - ing. Irene Bonera arch. Mariarosa Maifrini - arch. Gianpiero Ribolla
Attività ludico-didattiche negli spazi aperti di Canton Mombello
Pag. 1/3

Attività ludico-didattiche negli spazi aperti di Canton Mombello


OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO

Il progetto assume come principio informatore la riconoscibilità dell'unitarietà del sistema complesso degli spazi situati lungo il margine del centro storico.

Un sistema che negli ultimi cento anni si è andato caratterizzando come fascia attrezzata di servizi per la città: il macello, le scuole, l'ospedale dei bambini, i caselli daziari, la fabbrica del ghiaccio, le carceri, i giardini di via dei Mille, poi la Poliambulanza, l'autosilo.

Nel tratto orientale del ring, oggetto della presente ipotesi di intervento, si rilevano la presenza forte di consistenti tratti delle antiche mura urbane e la netta prevalenza degli spazi aperti rispetto a quelli edificati; le differenze orografiche e di trattamento del suolo, l'insediamento di funzioni incongrue, la negazione di spazi dovuta a usi impropri fanno sì che la percezione degli stessi risulti frammentata.

Tale sistema è caratterizzato da ambiti definiti, riconoscibili grazie a proprie specificità: per essi vanno previsti progetti puntuali capaci di soddisfare specifiche necessità ma contemporaneamente capaci di collocarsi all'interno di una logica complessiva che renda comunque compatibili le funzioni che saranno attribuite a ciascuno spazio.

In questa logica la presente proposta intende sviluppare un'ipotesi di utilizzo dell'area attualmente occupata dall'ex Istituto Ittiogenico, in prossimità dello Spalto S.Marco, da attrezzare a percorso ludico didattico per bambini.

Si ritiene dunque di individuare come obiettivo primario del progetto la ricerca di continuità degli spazi e la loro integrazione al tessuto urbano.
L'attuale assetto di quest'area e del contiguo Bastione di S.Marco è l'esito dell'accumulo di una serie di destinazioni eterogenee e concluse in se' stesse: le carceri, l'Istituto Ittiogenico e un circolo tennistico.

Tali attribuzioni, determinando la negazione della fruizione pubblica, relegano gli spazi sistemati a verde pubblico ad una condizione di residualità e di frammentazione.

Quale ulteriore obiettivo progettuale di carattere generale si pone quindi la restituzione alla città di importanti spazi aperti finora negati e la valorizzazione delle presenze monumentali che li caratterizzano.

Avanti >>