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Attività ludico-didattiche negli spazi aperti
di Canton Mombello
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OBIETTIVI GENERALI DEL PROGETTO
Il
progetto assume come principio informatore la riconoscibilità
dell'unitarietà del sistema complesso degli spazi
situati lungo il margine del centro storico.
Un sistema che negli ultimi cento anni si è andato
caratterizzando come fascia attrezzata di servizi per la
città: il macello, le scuole, l'ospedale dei bambini,
i caselli daziari, la fabbrica del ghiaccio, le carceri,
i giardini di via dei Mille, poi la Poliambulanza, l'autosilo.
Nel tratto orientale del ring, oggetto della presente ipotesi
di intervento, si rilevano la presenza forte di consistenti
tratti delle antiche mura urbane e la netta prevalenza degli
spazi aperti rispetto a quelli edificati; le differenze
orografiche e di trattamento del suolo, l'insediamento di
funzioni incongrue, la negazione di spazi dovuta a usi impropri
fanno sì che la percezione degli stessi risulti frammentata.
Tale sistema è caratterizzato da ambiti definiti,
riconoscibili grazie a proprie specificità: per essi
vanno previsti progetti puntuali capaci di soddisfare specifiche
necessità ma contemporaneamente capaci di collocarsi
all'interno di una logica complessiva che renda comunque
compatibili le funzioni che saranno attribuite a ciascuno
spazio.
In questa logica la presente proposta intende sviluppare
un'ipotesi di utilizzo dell'area attualmente occupata dall'ex
Istituto Ittiogenico, in prossimità dello Spalto
S.Marco, da attrezzare a percorso ludico didattico per bambini.
Si ritiene dunque di individuare come obiettivo primario
del progetto la ricerca di continuità degli spazi
e la loro integrazione al tessuto urbano.
L'attuale
assetto di quest'area e del contiguo Bastione di S.Marco
è l'esito dell'accumulo di una serie di destinazioni
eterogenee e concluse in se' stesse: le carceri, l'Istituto
Ittiogenico e un circolo tennistico.
Tali attribuzioni, determinando la negazione della fruizione
pubblica, relegano gli spazi sistemati a verde pubblico
ad una condizione di residualità e di frammentazione.
Quale ulteriore obiettivo progettuale di carattere generale
si pone quindi la restituzione alla città di importanti
spazi aperti finora negati e la valorizzazione delle presenze
monumentali che li caratterizzano.